Il territorio

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Il paese di Caldana, immerso nel verde delle Colline Metallifere, è situato nell’entroterra Maremmano, nel Comune di Gavorrano, a 179 metri sul livello del mare.

 

Caldana, ha origini molto antiche e prende il nome da un casolare situato vicino a sorgenti di acqua calda (acque calidane), oggi scomparse nel sottosuolo a causa delle costruzioni minerarie nei pressi di Ravi e Gavorrano. Il paese sorse prima dell’anno Mille come possedimento dei Vescovi di Roselle, che successivamente lo cedettero ai monaci dell’Abbazia di Sestinga. Originariamente la località era denominata Caldana di Ravi, vista la sua secondaria importanza rispetto al vicino centro. Nei secoli successivi divenne proprietà della famiglia Pannocchieschi, prima di passare sotto il controllo dei Senesi. A metà del 500 Caldana entrò a far parte del Granducato di Toscana, a seguito della caduta della Repubblica di Siena. In seguito venne infeudata prima ai Bellanti e poi agli Austini famiglia senese della Contrada della Selva e, successivamente, a ricche famiglie della zona tra la fine del Seicento e la seconda metà del Settecento.

 

nuovi oli sotto caldana

 

DAL 2007 LA NOSTRA SANSA DENOCCIOLATA CONTRIBUISCE AD ABBATTERE LA PRODUZIONE DI CO2

 

Dalla sansa al biogas: la nostra sansa denocciolata contribuisce ad abbattere la produzione di co2 da quando grazie ad un accordo con una azienda locale diventa metano naturale. È con orgoglio che possiamo affermare di essere stati tra le prime aziende nella nostra regione ad utilizzare la sansa per questo scopo e che siamo stati un esempio per altri frantoi che oggi riutilizzano la sansa per produrre bio metano.
Nel 2010 abbiamo raggiunto la completa autonomia energetica con la costruzione di un impianto fotovoltaico sopra il tetto del frantoio. Su una superficie di 500 mq. sono stati installati pannelli che sviluppano una potenza di 45 Kwh. Questo ci permette di ottenere energia elettrica pulita che alimenta il nostro frantoio e ci ha reso una azienda 100% ecologica annullando l’emissione di CO2 nell’atmosfera durante il ciclo produttivo del nostro “Oro di Maremma”.

 

Il Frantoio San Luigi, da anni attento alla tutela dell’ambiente, sfrutta ogni materiale di scarto proveniente dall’estrazione dell’olio, per generare energia rinnovabile ad impatto zero.

Il Frantoio inoltre è dotato di un impianto fotovoltaico che gli permette di essere energeticamente autosufficiente.

Dall’oliva al nocciolino di sansa

 

Viene ottenuto con delle macchine chiamate separatrici di nocciolino direttamente presso il frantoio, senza l’uso di solventi o sostanze chimiche. Il nocciolino cosi ottenuto è un eccellente alternativa al pellet, ed essendo un combustibile naturale granulare, considerato biomassa, è un ottimo prodotto per l’alimentazione di caldaie e acqua sanitaria, per termocamini, forni e tutti i tipi di caldaie policombustibili con alimentatore. Il nocciolino è un prodotto ecologico ed economico che, oltre ad avere un più alto rendimento calorico, riduce notevolmente la produzione di fumi e cenere, garantendo al contempo una più lunga vita alle caldaie ed una minore manutenzione delle stesse.

 

 

Dall’oliva al biogas agricolo

 

L’acqua e i liquidi derivati dalla sansa, ricchi di humus, uniti all’azoto sono utilizzati in agricoltura come concimi naturali. I vantaggi agronomici sono notevoli: la concimazione organica ha effetti duraturi sulla fertilità dei terreni, rinforza le piante e ne previene le malattie, ma notevoli sono anche quelli economici per le aziende agricole, che concimando con la Sansa possono risparmiare su fertilizzanti e fitofarmaci chimici.

 

sansa

 

Sistema fotovoltaico

 

Nel 2010 abbiamo raggiunto la completa autonomia energetica con la costruzione di un impianto fotovoltaico sopra il tetto del frantoio. Su una superficie di 500 mq. sono stati installati pannelli che sviluppano una potenza di 45 Kwh. Questo ci permette di ottenere energia elettrica pulita che alimenta il nostro frantoio e ci ha reso una azienda 100% ecologica annullando l’emissione di CO2 nell’atmosfera durante il ciclo produttivo del nostro “Oro di Maremma”

 

pannelli fotovoltaici frantoio

 

CCER

 

Nasce ufficialmente nel 2009, con la firma dello statuto dell’associazione “Agricoltori Custodi della Comunità del Cibo a Energie Rinnovabili della Toscana”, grazie ad un’intesa tra Slow Food Toscana, Fondazione Slow Food per la Biodiversità e CoSviG, il Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche, ente a capitale pubblico, che da molti anni opera nel settore della promozione e della realizzazione di iniziative coerenti con programmi di sviluppo sostenibile dei territori geotermici e dell’intera Regione Toscana. Prende vita in Toscana nel Distretto delle Energie Rinnovabili, territorio a cavallo delle province di Pisa, Siena e Grosseto (la cosiddetta “area geotermica tradizionale”), dove, fin dai primi anni del ‘900, si utilizza la risorsa geotermica per la produzione industriale di energia elettrica. Fa parte di Terra Madre ed è la prima Comunità mondiale del cibo ad energia pulita e rinnovabile che opera nel settore agroalimentare e che insiste sui metodi di produzione anzichè sui prodotti, ed è composta da imprenditori che hanno come priorità quella della sostenibilità ambientale.

 

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